LIMBÆ: un titolo che vibra della forza primordiale, come un richiamo ancestrale alla matrice della vita. “Lembo di terra” è la soglia da cui tutto prende origine, la lingua che si allunga come radice, come organo mobile, per toccare l’altro, per articolare il mondo. Ma è anche un viaggio verso ciò che precede la parola: un ritorno alla linfa, a quel liquido primordiale che scorre in ogni essere vivente, al principio vitale che tutto lega, tutto attraversa, tutto nutre.
LIMBÆ è un idioma che getta un ponte tra le radici profonde della Sardegna, isola sospesa nel cuore del Mediterraneo, e il Friuli, terra di transiti e migrazioni, ipocentro che accoglie, da sempre, le migrazioni dell’Est. È lingua che non si limita alle sole parole, ma vibra nei suoni che evocano storie antiche di uomini e donne che dialogano diacronicamente e il cui fluttuare del gesto amplifica da sempre la forza del messaggio umano.
LIMBÆ si nutre di questa linfa nel suo andare a ritroso verso l’essenza del gesto e della parola, del suono e del movimento. Il numero tre – terra, suono, gesto – diventa la perfezione sacra di un atto performativo che intreccia danza contemporanea e musica, rendendo la scena un ventre originario, dove la parola si spezza e si dissolve per ritrovare la sua essenza più pura e universale, connettendo individuo e comunità, microcosmo e macrocosmo, passato e presente.
Di Elsa Martin, voce, keyboard, effetti, sampler, percussioni
Con le danzatrici: Chiara Aru e Chiara Mura
Coproduzione: Insulae Lab e Fuorimargine